Campione Europeo Pesi Welter
C'è da dire che Daniele e' originario di Aielli (AQ)
Data di nascita : 14 Nov. 1980 - Città Roma (Italy) - Categoria Welter - Altezza 1,68 -
Record : 23Incontri - 22 Vittorie (9 per KO) - 1 Pari
Daniele Petrucci, il romano che
sogna l'America
Il
pugile di San Basilio, dopo l'avvincente vittoria al PalaTiziano ha le porte
aperte per il titolo mondiale a Las Vegas
Petrucci
ce la fa e si proietta alla conquista del titolo mondiale pesi Welter dopo aver
battuto il messicano Jose Luis Cruz di fronte a 4500 tifosi. L’incontro,
avvenuto il 9 maggio a Roma, al Palazzetto dello sport di viale Tiziano,
nell’ambito dell’evento "Boxing Fight Day", è stato organizzato dall’ex pugile
Davide Buccioni ed era l’ultimo test importante imposto dall’America per il
romano campione europeo.
In dodici riprese Daniele “Bucetto” Petrucci batte l’esperto e temibile Jose
Cruz confermando lo straordinario talento che lo porta all’età di 28 ad avere un
attivo di 22 vittorie di cui 9 per KO. Ora la strada per l’America è aperta e
Petrucci lo aveva detto: “Prima o poi ai mondiali ci arrivo”.Il pugile, romano
di San Basilio, non dimentica la sua città che gli ha offerto opportunità e
successi. Il suo obiettivo è riportare la grande boxe a Roma. Grande tifoso
romanista, il giorno prima del match con Cruz si era recato a Trigoria per
salutare Totti e De Rossi. Un rito che gli ha portato bene.Il boxeur capitolino
ha percorso tutte le tappe della sua carriera nella sua città. Ha cominciato a
tirare pugni a 9 anni e non ha mai smesso. A 15 anni ha partecipato ai “Primi
pugni regionali” ma andò male e decise di lasciare. Come ha dichiarato a Il
Messaggero in un’intervista, fu grazie al suo storico maestro di boxe Carlo
Maggi, che trovò la forza di andare avanti. “Maggi mi fece capire che nella vita
bisogna lottare soprattutto quando le cose non vanno bene. Mi riprese per i
capelli, che sono tanti, ed eccomi qui, imbattuto. I miei match li ho disputati
sempre a Roma, salvo l’esordio a Latina”.Il suo programma d’allenamento è duro,
basato su un lavoro settimanale in palestra che si conclude il sabato con una
corsa in montagna di dieci chilometri nei pressi di Farfa. Ma il tempo libero lo
passa con la sua ragazza e la domenica l’appuntamento fisso con la Roma. Insomma
una vita dura, da condottiero, condita da svaghi essenziali, ma che, speriamo
tutti, lo porti sul palcoscenico mondiale di Las Vegas.
su Repubblica.it :



Circa 4000 spettatori venuti ad acclamare Petrucci
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Daniele Petrucci allo Sporting S4
Classe 1980, di San Basilio, Petrucci è uno dei massimi rappresentanti in Europa del pugilato italiano. Dopo aver sostenuto oltre 70 match da dilettante, è passato professionista nel 2004 con la BBT di Davide Buccioni sotto la guida dei maestri Maggi Carlo e Sergio Calì. Da professionista ha disputato fino ad oggi 25 incontri fino ad arrivare sulla vetta d’Europa. Ragazzo educato, riservato, soprattutto timido, leale e schietto nella vita e sul ring, è un atleta che non ha mai dimenticato le proprie origini, anzi le rivendica ogni qualvolta qualcuno prova a chiamarlo “campione”. E’ legatissimo alla gente di San Basilio e soprattutto alla compagna Noemi che lo segue ovunque soprattutto a bordo ring . Michelangelo Anile , istruttore di Soft Boxe e giornalista, ha scambiato con Petrucci due chiacchiere davanti un buon caffè: ”Il mio obiettivo”, ha riferito ”è quello di mantenere a lungo il titolo dell’UE e poi avere la possibilità di disputare il mondiale. Dopo tante battaglie sul ring, ricordo soprattutto quella con l’inglese Sinclair e il romeno Florescu, penso di aver raggiunto un’ottima maturità pugilistica. Alle soglie dei miei 30 anni posso dire almeno di avere qualche ambizione. Ma prima del mondiale c’è la famiglia e penso che la nascita di un figlio rappresenta uno dei traguardi più emozionanti da raggiungere. E naturalmente c’è Noemi, la mia compagna”, conclude Petrucci “ i miei genitori e soprattutto la gente di San Basilio, le persone che mi seguono e mi amano, persone semplici che affrontano la vita con sacrifici ed onestà. A loro tutti dedico i miei successi sportivi”. Dopo le foto rituali e gli autografi di stima, Petrucci si è soffermato con gli atleti della Soft Boxe compiaciuto dell’iniziativa dell’istruttore Anile, ma dispiaciuto del fatto che nessuno realizzi tali eventi.
